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    <teiHeader>
        <fileDesc>
            <titleStmt>
                <title>Nuove Sfide per le Discipline Umanistiche Digitali: Come riconciliare la ricerca accademica e la fruizione culturale </title>
                <author>
                    <persName>
                        <surname>Federici</surname>
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                    <email>angelica.federici@uniroma3.it</email>
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            </titleStmt>
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                    <date>2021-05-27T13:17:00Z</date>
                </edition>
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                    <addrLine>Elisabeth Burr</addrLine>
                </address>
            </publicationStmt>
            <sourceDesc>
                <p>Converted from a Word document</p>
            </sourceDesc>
        </fileDesc>
        <encodingDesc>
            <appInfo>
                <application ident="DHCONVALIDATOR" version="1.22">
                    <label>DHConvalidator</label>
                </application>
            </appInfo>
        </encodingDesc>
        <profileDesc>
            <textClass>
                <keywords scheme="ConfTool" n="category">
                    <term>Paper</term>
                </keywords>
                <keywords scheme="ConfTool" n="subcategory">
                    <term>Short Paper</term>
                </keywords>
                <keywords scheme="ConfTool" n="keywords">
                    <term>Culture Heritage</term>
                    <term>Digital Humanities</term>
                </keywords>
                <keywords scheme="ConfTool" n="topics">
                    <term>DataRecognition</term>
                    <term>Discovering</term>
                    <term>Recording</term>
                    <term>Designing</term>
                    <term>Programming</term>
                    <term>Annotating</term>
                    <term>Editing</term>
                    <term>Content Analysis</term>
                    <term>Spatial Analysis</term>
                    <term>Visualization</term>
                    <term>Contextualizing</term>
                    <term>Modeling</term>
                    <term>Archiving</term>
                    <term>Preservation</term>
                    <term>Collaboration</term>
                    <term>Communicating</term>
                    <term>Sharing</term>
                    <term>Meta: Assessing</term>
                    <term>Meta: CommunityBuilding</term>
                    <term>Meta: Teaching/Learning</term>
                    <term>Artifacts</term>
                    <term>Images(3D)</term>
                    <term>DigitalHumanities</term>
                    <term>Visualisation</term>
                    <term>Multimedia</term>
                    <term>Manuscript</term>
                    <term>Italian</term>
                </keywords>
            </textClass>
        </profileDesc>
    </teiHeader>
    <text>
        <body>
            <p>Le Digital Humanities hanno lanciato diverse sfide all’interno delle discipline
                umanistiche, applicando metodologie interdisciplinari e al contempo favorendo
                l’utilizzo di inediti strumenti d’indagine con l’esito di delineare il proprio ruolo
                all'interno del mondo accademico. Di conseguenza, gli umanisti sono stati costretti
                a confrontarsi in modo nuovo rispetto ai propri oggetti di studio (Bohrer 2002;
                Benjamin 2008). L'ampia varietà di pratiche di ricerca descritte come Digital
                Humanities è unificata dall’enfasi comune sui principi di creazione, connessione,
                interpretazione e collaborazione. Nell'ultimo decennio il rapporto tra tecnologia e
                scienze umane è cresciuto notevolmente trasformandosi in una sorta di simbiosi
                (Soncini 2008; Pinotti 2016). L’affermarsi del digitale in campo umanistico ha
                incoraggiato il mondo dei musei a rinnovarsi con progetti che hanno catalizzato il
                bisogno di inclusività e diffusione (per. es. DTC Lazio <ref
                    target="http://www.dtclazio.it">www.dtclazio.it</ref>). In tal modo viene
                preservata la memoria di siti inaccessibili, gravemente danneggiati, rimaneggiati
                oppure non più esistenti. Le pratiche curatoriali tendono ormai verso un approccio
                sensoriale ed esperienziale, ampliando le possibilità di fruizione in termini
                sinestetici o di esperienza estetica totalizzante (Antinucci 1997; Bonaccini 2011).
                La diffusione delle Digital Humanities ha infatti stimolato la trasformazione dei
                musei e favorito lo scambio culturale tra diversi ambiti di analisi
                (Bruseker-Carboni-Guillem 2017; Mitchell 2018). </p>
            <p>Consapevole della capacità delle scienze umanistiche di evolversi come disciplina
                utilizzando le conoscenze tecnologiche per raggiungere un pubblico ampio e
                variegato, la comunità del Dipartimento di Scienze Umanistiche (DSU) dell'Università
                Roma Tre ha fondato nel 2018 il Gruppo di lavoro e il Laboratorio di Digital
                Humanities. Il Laboratorio di Digital Humanities (DH Lab) dell'Università Roma Tre combina nuovi approcci nel campo delle discipline umanistiche digitali
                con le indagini filologiche, storiche e artistiche tradizionali, con l’obiettivo di
                promuovere progetti di ricerca e proposte transdisciplinari che riflettano sulla
                relazione tra patrimonio culturale, ricerca universitaria e fruizione del sapere. Al
                contempo, il programma del Laboratorio mira alla sostenibilità attraverso il
                coinvolgimento di pubblici diversi, istituzioni museali e siti culturali, favorendo
                la fruizione dei propri prodotti digitali nell’ambito di molteplici enti e
                iniziative. Inoltre, attraverso la creazione di corsi di formazione come la Summer
                School <hi rend="italic">Trasmissioni</hi> (<ref target="https://multimedialitysummerschool.github.io/transmissions/Index.html">https://multimedialitysummerschool.github.io/transmissions/Index.html</ref>) in programma per Settembre 2021, il laboratorio promuove la sinergia tra studenti e ricercatori, e l’apprendimento di sistemi di programmazione alla base  dei progetti in corso. Partendo da tali presupposti, le attività intraprese
                all’interno del DH Lab si pongono queste sfide riflettendo con un approccio olistico
                sul ruolo dell’Informatica Umanistica sia in ambito accademico sia in ambito
                museale. Attraverso le Digital Humanities è possibile "rivelare" l’oggetto artistico
                attraverso la "messa in scena" del materiale esistente? Come le nuove tecnologie ci
                permettono di "ricostruire" qualcosa dell’esperienza originale del patrimonio
                artistico al fine di coinvolgere lo spettatore? In che modo proporre una
                riconciliazione tra questi due "poli"? </p>
            <p>
                Il DH Lab sta attualmente sviluppando o partecipando a progetti di ricerca più ampi che si concentrano sulla creazione e presentazione delle risorse del patrimonio culturale a un pubblico più ampio, in collaborazione con importanti organizzazioni culturali e istituzioni museali, tra cui i progetti di ricerca
                <hi rend="italic">Digital Humanities: vita monastica a Roma nel XIII e XIV secolo. Il complesso di S. Agnese fuori le mura in Virtual Reality</hi> e 
                <hi rend="italic">Digital Humanities e cultura visuale tra Quattro Cinquecento: il progetto LiLeo Beta Digital Edition per l’edizione digitale per le favole e gli emblemi di Leonardo</hi>. Questi progetti mostrano la capacità delle Digital Humanities di sfidare le discipline della storia dell'arte, degli studi curatoriali e della conservazione a impegnarsi con nuove metodologie interdisciplinari, tecnologie innovative e approcci originali alla pedagogia. 
            </p>
            <p>
                <hi rend="italic">Digital Humanities: vita monastica a Roma nel XIII e XIV
                    secolo</hi>, promuove un approccio multidisciplinare con l’obiettivo di
                riconciliare la <hi rend="italic">facies</hi> medievale del monastero di Sant’Agnese
                fuori le mura a Roma in una visione integrata di architettura, arredo liturgico e
                pittura. A partire dall’esperienza pionieristica del progetto <hi rend="italic"
                    >Atlante percorsi visivi (La pittura medievale a Roma. 314-1431) </hi>a cura di
                Maria Andaloro, volto a ricontestualizzare pitture murali e mosaici nelle chiese di
                Roma con l'ausilio di planimetrie e viste assonometriche, ricreando contesti
                architettonici puntuali, questo studio aspira ad un’analisi spaziale precisa che
                oltrepassi il limite descrittivo delle riproduzioni fotografiche (Andaloro 2006;
                Bruzelius 1992; Bruzelius 1996). Combinando ricerca di archivio e studio delle
                strutture edilizie esistenti con la documentazione dei contesti attraverso la
                fotogrammetria e il rilievo laser scanner, l’obiettivo finale del progetto è quello
                di realizzare una modellizzazione 3D del monastero nella sua veste tardo medievale.
                Auspichiamo che in futuro questo strumento di indagine possa essere disponibile sia
                online sia all'interno della basilica e offrire un ulteriore supporto alla visita
                del monumento da parte di un pubblico non necessariamente specialistico. Inoltre, ci
                auguriamo che questo possa essere uno strumento didattico destinato alla
                valorizzazione del sito. A Firenze le Università di Cambridge e Exeter stanno
                conducendo una ricerca analoga con il progetto <hi rend="italic">Hidden
                    Florence</hi> in partenariato con il Getty Institute e il National Gallery di
                Londra nella chiesa di San Pier Maggiore. Mentre il WIRED Lab della Duke University,
                ormai da diversi anni sotto la guida di Caroline Bruzelius, dirige la ricostruzione
                e modellazione 3D di manufatti medievali nelle città di Napoli e Venezia.  </p>
            <p>Il progetto <hi rend="italic">LiLeo Beta Digital Edition per l’edizione digitale per
                    le favole e gli emblemi di Leonardo</hi> intende mettere in luce l’interazione
                tra la componente testuale e quella visiva nei manoscritti di Leonardo, favorendo la
                visualizzazione simultanea e l’indagine di porzioni di diversi codici che presentano
                analogie tematiche, formali e concettuali (Barkan 2011; Zwijnenberg 1999;
                Cirnigliaro-Vecce 2019). Lo scopo del progetto consiste nella rappresentazione del
                rapporto tra testi e disegni (con attenzione alle fasi di scrittura e riscrittura,
                correzione, rielaborazione) attraverso la sperimentazione del linguaggio XML-TEI e
                degli strumenti open-source Omeka S e IIIF Project Mirador. Un modello esemplare per
                lo sviluppo del progetto dal punto di vista della trascrizione e della
                visualizzazione dei manoscritti è offerto dal database <hi rend="italic"
                    >Petrarchive: An Edition of Petrarch’s Songbook</hi>, (<ref
                    target="https://dcl.ils.indiana.edu/petrarchive/">
                    https://dcl.ils.indiana.edu/petrarchive/</ref>), curato da H. Waney Storey, John
                A. Walsh e Isabella Magni presso l’Indiana University, Bloomington. Per quanto
                riguarda invece l’integrazione degli strumenti open-source relativi all’edizione, la
                collaborazione tra il laboratorio Old Books New Science e la University of Toronto
                Libraries ITS ha sviluppato alcune risorse fondamentali nell’ambito dell’iniziativa
                Digital Tools for Manuscript Studies (<ref
                    target="https://digitaltoolsmss.library.utoronto.ca/">
                    https://digitaltoolsmss.library.utoronto.ca/</ref>). Nel progetto di
                edizione sono coinvolti direttamente gli studenti che, oltre a dedicarsi alla
                raccolta dei dati e all’organizzazione delle immagini, si occupano della creazione
                dei file derivativi a partire dalle fonti originali e dei metadati relativi. <hi
                    rend="italic">LiLeo Beta Digital Edition </hi>accosta pertanto ricerca
                umanistica e tecnologia digitale al fine di implementare gli archivi leonardiani già
                esistenti e illustrare nuove prospettive di ricerca intertestuale e ipermediale
                nell’epoca moderna, attraverso un programma interdisciplinare e didattico che rende
                disponibili contenuti, risorse e strumenti di analisi scientifica a un ampio
                pubblico.  </p>
            <p>L’attenzione verso l’intangibilità dei dati promossa dalle nuove tecnologie ha
                permesso alle Digital Humanities di rivoluzionare le ricerche incentrate sulla
                materialità del dato artistico. Gli studi umanistici e scientifici sono accomunati
                da una natura transdisciplinare che favorisce lo sviluppo di un insegnamento ubiquo
                e tecnologicamente avanzato. Riteniamo che i progetti in corso intrapresi presso il
                DH Lab dimostrino la capacità dell’Informatica Umanistica di intraprendere nuove
                sfide, sia per preservare il nostro patrimonio globale sia per renderlo maggiormente
                accessibile. Tali iniziative possono inoltre offrire da un punto di vista
                metodologico un supporto agli studi tradizionali basati sul dato conoscitivo e sullo
                stile, al fine di garantire una fruizione realmente inclusiva e sostenibile (<ref
                    target="https://unric.org/it/agenda-2030/">
                    https://unric.org/it/agenda-2030/</ref>). </p>
        </body>
        <back>
            <div type="bibliogr">
                <listBibl>
                    <head>Bibliografía</head>
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